FLUIDI NEL CORPO UMANO E BILANCIO ACIDO-BASE (PARTE I)

31 Dicembre 2019 | giochi della chimica 2012 fase nazionale classi A-B | di misefari | 0 Commenti
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I fluidi del corpo umano  variano in modo significativo sia nella composizione che nella funzione, e come in ogni discussione è essenziale una loro opportuna classificazione.Questa viene inizialmente effettuata sulla base del fatto che vi sia un fluido all’interno delle cellule del corpo o al di fuori di esse. Quindi, una prima classificazione ci permette di distinguere un dato fluido come intracellulare (all’interno della cellula) o extracellulare (al di fuori della   cellula).Per limitare ulteriormente la nostra discussione, possiamo dividere i fluidi extracellulari in due ampie classi che definiscono se  un dato fluido extracellulare sia all’interno del sistema vascolare o al di fuori di esso.Il sangue,ovviamente, è il primo esempio di entrambi  i tipi di fluido intravascolare ed extravascolare. All’interno del sistema di classificazione appena definito, il plasma è la parte intravascolare della  fluido extracellulare che è il sangue. Il sangue rappresenta circa l’8% del peso corporeo ed è composto da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine sospese nel plasma, ricco di proteine zuccheri, grassi e sali minerali.Il 55% del volume totale del sangue (la parte liquida) è rappresentato dal plasma, il restante 45% è costituito da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Se si lascia coagulare il plasma e se questo fiuido coagulato viene quindi centrifugato,  si separa un fiuido chiaro : questo fiuido è  detto siero e la parte corpuscolata quali globuli rossi e bianchi e piastrine rimane quale corpo di fondo.Allo stesso modo, il siero può essere derivato dal sangue intero. Il plasma non può essere raccolto o manipolato a meno che la sua composizione non sia in qualche modo modificata per impedire la coagulazione, mentre il siero viene raccolto senza aggiungere materiale contaminante. Tenendo presente queste distinzioni, possiamo riconoscere che le analisi degli elettroliti di cui ci interesseremo in questa discussione, devono essere eseguite sul siero.

Una parte molto grande di fluido extracellulare è il fluido interstiziale cioè un fluido che si trova in contatto con la maggior parte delle cellule ed è quindi extravascolare.Gli scambi tra sangue e cellule avviene attraverso il fluido interstiziale.  Esistono anche altri fluidi extracellulari quali ad es. il fluido sinoviale, il fluido oculare ed il fluido cerebrospinale tuttavia le loro quantità sono notevolmente inferiori a quelle sopra descritte.

COMPOSIZIONE DEL FLUIDO EXTRACELLULARE

Nel plasma e nel fluido interstiziale sono presenti diversi soluti  simili ed anche le concentrazioni di questi soluti subiscono cambiamenti simultanei e simili nelle due parti. Questo comportamento dipende dal fatto che  la parete capillare è delicatamente permeabile a ioni inorganici, zuccheri, aminoacidi e persino a macro molecole di dimensioni moderate.Solo molecole grandi come l’albumina sierica (PM 69.000) incontrano difficoltà nel permeare la parete capillare.  Dal momento che l’ albumina sierica e altre proteine ​​vengono costantemente rimosse dal fluido interstiziale e reintrodotte nel compartimento circolatorio, il contenuto proteico del plasma deve essere molto  più alto  di quello del fluido interstiziale.Il contenuto medio totale di proteine ​​del plasma è di circa il 6,8%. Poiché la coagulazione provocata dal fibrinogeno normalmente presente nel plasma  allo 0,2 %, ne fa diminuire la quantità, possiamo prevedere  un contenuto del fibrinogeno leggermente più elevato nel plasma rispetto al siero da esso derivato.I principali ioni inorganici del fiuido extracellulare sono Na +, Cl- e HCO3-. Il cloruro di sodio e il bicarbonato di sodio sono senza dubbio totalmente ionizzati in soluzione acquosa, quindi non esistono specie molecolari come NaCl e NaHCO3. OgnUNO di questi tre ioni, Na+, Cl-,HCO3-, ha il suo proprio metabolismo, e ciascuno deve essere considerato separatamente. Pertanto, la discussione sul metabolismo del cloruro di sodio, in quanto tale, è inappropriata.Nonostante la necessità di una discussione separata per ogni ione, un semplice principio chimico cioè la legge di elettroneutralità, mette in relazione la distribuzione di anioni e cationi in modo utile. La legge dell’elettroneutralità afferma che le cariche positive devono bilanciare esattamente  quelle negative e le concentrazioni devono essere sempre espresse in milliequivalenti per litro.  Ad esempio, se una soluzione salina contiene 0,2 M Na + e 0,1 M Cl-, le cariche positive sono in eccesso rispetto a quelle negative per cui comprendiamo che la soluzione deve contenere qualche altro anione, ma se invece esprimiamo la concentrazione in mg% potremmo non accorgerci della differenza di cariche presenti in soluzione. Dobbiamo quindi esprimere sempre le concentrazioni di ioni con la loro carica ed  in milliequivalenti per litro ricordando che mg/PM = millimoli . Spesso, al fine di avere un quadro di insieme della  composizione quali- –quantitativa del fluido extracellulare, si usa un metodo grafico cioè un diagramma a barre ·introdotto da Gamble, come mostrato di seguito. Tali diagrammi ora sono quasi universalmente chiamati “Gamblegrams”. Nella figura l’asse delle Y riporta la concentrazione  l’altezza uguale delle 2 barre indica che la concentrazione totale di anioni e cationi nel siero e i rettangoli B ed A i cationi presenti e gli anioni rispettivamente.

un esempio di tale grafico mostra i meq di Na+,HCO3-, Cl-, K+,Ca+2.Mg+2

EFFETTO GIBBS-DONNAN

I diversi fluidi di cui abbiamo sinora parlato sono separati da membrane plasmatiche la cui principale funzione è quella di isolare in modo selettivo l’ambiente cellulare da quello circostante. Le molecole e gli ioni utili alla vita della cellula, riescono ad attraversare questa barriera naturale grazie ai cosiddetti trasporti di membrana che possono essere di due tipi:

1-trasporti passivi

(che avvengono secondo gradiente di concentrazione tra i due lati della membrana);

2– trasporti attivi

(che avvengono contro gradiente di concentrazione con dispendio di energia).

L’equilibrio di Gibbs-Donnan è un equilibrio che si stabilisce tra gli ioni nei due lati della membrana ed avviene a causa del gradiente di concentrazione delle specie ioniche presenti ed ha lo scopo di mantenere costante la differenza di concentrazione ionica e di potenziale elettrico tra due ambienti separati dalla  membrana.

Come abbiamo visto sopra i fluidi corporei si distinguono in  liquido intracellulare e liquido extracellulare:  il liquido interstiziale e il plasma sanguigno. costituiscono il liquido extracellulare. Nonostante facciano entrambi parte del gruppo dei liquidi extracellulari, e le loro composizioni siano quindi simili, tra il plasma ed il liquido interstiziale vi sono delle differenze relative alle sostanze in essi contenute: la più evidente tra queste è data dalla diversa concentrazione di proteine, che sono più abbondanti nel plasma e meno presenti nel liquido interstiziale, separati dalla parete dei vasi sanguigni.

La membrana dell’endotelio capillare non permette il passaggio delle proteine,per cui   le differenti concentrazioni proteiche vengano mantenute costanti: poiché però le proteine posseggono carica negativa, esse attraggono cationi diffusibili (Na+ e K+ ) e respingono anioni diffusibili (Cl¯ ).

L’equilibrio di Gibbs-Donnan (affiancato anche dall’azione della pompa sodio-potassio) regola le concentrazioni ioniche tra l’interno e l’esterno della membrana plasmatica.

Quando abbiamo un lato della membrana  al cui interno vi sono ioni non diffusibili come le proteine, l’equilibrio è caratterizzato da una minore concentrazione (dalla parte dove vi sono le proteine)  degli ioni diffusibili aventi lo stesso segno di quello non diffusibile, e da una maggiore concentrazione degli ioni diffusibili di segno opposto.

Poiché le concentrazioni ioniche tra i due lati della membrana restano costanti , il passaggio di ogni singolo ione (K+ o Cl-) dall’uno all’altro compartimento dovrà essere compensato dal passaggio di un uguale ione in senso opposto, ed inoltre affinché anche la differenza di potenziale tra i due lati della membrana rimanga costante è necessario che al passaggio di ogni K+ nell’uno o nell’altro senso corrisponda il passaggio contemporaneo di un Cl-. Dal momento che la probabilità congiunta che un K+ ed un Cl- passino simultaneamente dal lato 1  a quello 2 è proporzionale al prodotto [Cl-]1·[K+]1 delle loro concentrazioni. Poiché all’equilibrio i flussi ionici netti sono nulli e la differenza di potenziale costante, i due prodotti devono essere uguali, cioé:

[Cl-]1·[K+]1=[Cl-]2·[K+]2

Significa che in condizioni di equilibrio, i prodotti delle concentrazioni degli ioni diffusibili aventi opposto segno sono uguali ai due lati. Questa espressione può anche essere scritta:

[K+]1/[K+]2=[Cl-]2/[Cl-]1=K

Tanto maggiore è la costante tanto maggiore è l’inuguaglianza di distribuzione degli ioni diffusibili tra i due lati. Un’altra conseguenza che viene da questo equilibrio è che la concentrazione totale degli ioni diffusibili è maggiore nel compartimento 1 che nel compartimento  2 .

Il rapporto fra le concentrazioni di uno stesso ione da un lato e dall’altro della membrana è uguale per tutti gli ioni diffusibili ed è detto costante di Donnan.

Dall’equilibrio di Donnan si trae l’importante conseguenza dello stabilirsi di una differenza di potenziale alla membrana. Essa è data dall’equazione:

E = RT/F x ln [Na+]1/[Na+]2 = RT/Fx ln [Cl-]2/[Cl-]1

R è la costante dei gas;
T la temperatura assoluta;
F la costante di Faraday=96500 Coulombs

RIPARTIZIONE DI VOLUME TRA PLASMA E LIQUIDO INTERSTIZIALE

I volumi delle due parti principali del fiuido extracellulare, il plasma e il fiuido interstiziale, 
sono normalmente mantenuti all'interno di determinati intervalli. La distribuzione dell'acqua 
tra questi due compartimenti è determinata dalla differenza tra le pressioni idrostatiche
 applicate e dalla differenza  delle loro pressioni osmotiche.
La pressione idrostatica più alta, che è dovuta alla pressione esercitata dal pompaggio del cuore,
la si osserva nel compartimento plasma
La differenza di pressione osmotica tra loro deriva dalla presenza di  concentrazioni dissimili di 
molecole che non possono facilmente attraversare  la parete capillare. Pertanto questa differenza 
sarà dovuta in gran parte a molecole  proteiche.
La pressione osmotica causata da queste grandi molecole proteiche è chiamatapressione osmo-
tica colloidale o pressione oncotica.Poichè le molecole proteiche sono molto grandi, solo un
numero relativamente piccolo di esse è presente; e quindi questa pressione oncotica pressione è in
realtà una piccola parte dellapressione osmotica totale.Per determinare la distribuzione del volume
 tra questi due compartimenti di fluido, tuttavia, la pressione osmotica colloidale è la parte più 
significativa della pressione osmotica totale, poiché sono solo  le molecole colloidali che vengono 
trattenute nelle pareti capillari. 
Come abbiamo già visto, il plasma ha un contenuto molto più elevato di proteine​​(normalmente da
6 a 8 grammi per 100 ml) rispetto al fluido interstiziale  (normalmente molto basso contenuto di
proteine).Pertanto, la pressione osmotica colloidale del fluido interstiziale deve essere 
inferiore a quella del plasma.
Dobbiamo ricordare che l'acqua tende a passare dalla soluzione di  bassa pressione osmotica alla
soluzione di più alta pressione osmotica quindi la differenza di pressione osmotica colloidale tende
a far muovere l'acqua dal fluido interstiziale al plasma
Anche se il plasma ha una più alta pressione idrostatica ed osmotica,la prima 
tende a far uscire l'acqua dal plasma e la seconda a far entrare l'acqua nel 
plasma. Quindi è possibile che siano accuratamente bilanciati l'uno contro 
l'altro, in modo che non si verifichi alcun movimento netto di acqua.
.Il seguente esempio ipotetico mostra alcuni possibili valori medi per le 
pressioni.se nei letti capillari:
                         pressione idrostatica    pressione colloidale media
Plasma                 28 mm Hg                      25 mm Hg 
Flui. interst.         8 mm Hg                       5 mm Hg
Differenza           20 mm Hg                      20 mm Hg
Si osserva che la differenza di pressione idrostatica che tende a causare filtrazione del plasma, è 
contrastata efficacemente dalla pressione oncotica che tende a causare il riassorbimento cioè il
rientro dell'acqua nel plasma.
Si ritiene che questa ipotetica situazione sia quella reale, sebbene le misurazioni delle pressioni
non siano abbastanza accurate per dimostrarlo esattamente. In realtà la pressione idrostatica 
del plasma non ha un valore costante in tutto il capillare. Infatti,la pressione scende da circa 
40 mm di Hg a circa 16 mm di Hg durante il suo passaggio attraverso il capillare.
Pertanto si può ben vedere che la filtrazione tenderà a  verificarsi nella prima  parte del capillare
dove la pressione idrostatica è alta, ma questo potrebbe essere accuratamente bilanciato dal 
riassorbimento che si verificano nell'ultima porzione del capillare
Un valore criticamente basso delle proteine ​​plasmatiche è una delle cause dell'edema, un termine
che si riferisce a un volume anormalmente aumentato del fiuido interstiziale. L'ipoproteinemia 
non consente che una normale quantità di fiuido sia assorbito attraverso le pareti del capillare così
che quantità eccessive di liquido rimangono nello spazio interstiziale.
Il livello   serico di albumina è  il principale  fattore  nel   determinare   se  si verifica edema
nell'ipoproteinemia. Non solo l'albumina è la proteina plasmatica più abbondante, ma tra le
proteine ​​plasmatiche ha anche un peso molecolare relativamente basso per cui  da qui la sua
concentrazione molare è relativamente più alta in relazione alla sua concentrazione in grammi, 
rispetto a molte altre proteine.
Ad esempio, supponiamo che una determinata persona abbia un livello del 3,5 g% (35 g / litro)
di albumina nel suo plasma e che il peso molecolare dell'albumina serica sia 69.000. La concen-
trazione di albumina sarà di 0,51 millimoli per litro. Supponiamo inoltre che abbia una concentra-
zione totale del 3,0% di globuline nel suo plasma e che il peso molecolare medio delle globuline sia di 
180.000. Quindi la concentrazione di globulina sarà di 0,17 millimoli per litro. Pertanto, a causa 
della pressione osmotica colloidale, l'albumina contribuirà per circa  tre quarti del totale.
Non  tutta l'albumina, tuttavia, è trattenuta rigorosamente nel sistema circolatorio.Questa proteina
passa lentamente attraverso la parete capillare per entrare nel fluido interstiziale. Il sistema linfa-
tico  infatti tende a  restituirlo al plasma in modo che la concentrazione e di conseguenza la pressio-
ne oncotica del plasma sia sempre molto più alta di quella del fluido interstiziale.
Se la pressione osmotica colloidale del plasma si abbassa bruscamente, il volume del plasma 
diminuirà in modo  sproporzionato rispetto al volume del fluido interstiziale. Questo variazione
potrebbe teoricamente assumere due forme estreme: il volume del plasma potrebbe essere grave-
mente depresso oppure  il volume del fluido interstiziale potrebbe essere notevolmente aumentato.,
oppure ancora  potremmo vedere una combinazione di cambiamenti moderati in ciascuno dei
compartimenti.
Quando si perde molto sangue, la più pericolosa variazione  nei rapporti di volume è la diminui -zione del volume di plasma piuttosto che l’accumulo anomalo di fluido interstiziale. Se il volume del plasma scende al di sotto di un certo valore limite, si verificherà un brusco crollo nel mantenimento della pressione del sangue. Questo collasso circolatorio è noto come shock. Dopo la perdita di grandi volumi di sangue, è necessario un pronto ripristino della pressione osmotica colloidale colloidali in modo da aumentare il volume del plasma al fine di evitare lo shock.
L’infusione di  plasma o di una soluzione di albumina, o  anche di alcuni tipi di plasma artificiale chiamati  “espanders”, può  ripristinare la pressione e la condizione può così essere evitata. Gli “espanders” di plasma devono avere molecole di dimensioni adatte e tali da mantenere la pressione oncotica almeno per alcune ore per consentire il mantenimento o il ripristino del volume plasmatico.
 I SUCCHI DIGESTIVI
I succhi digestivi, come il fiuido extracellulare, sono soluzioni elettrolitiche. Il medico non può guardare con indifferenza alla perdita di volumi sostanziali di queste soluzioni. In basso a sinistra è indicato il volume ed il tipo del fiuido extracellulare ; a destra, il volume stimato dei succhi digestivi secreti quotidianamente da un adulto.

  Fluido Extracellulare                                                                           Succhi digestivi 

(12 L per uomo adulto)                                                                             (% del totale)

___________________________________________________________

Saliva 1500 ml / giorno                                                                            18

Succo Gastrico 2500 ml / giorno                                                           30

Bile 500 ml / giorno                                                                                 6

Succo Pancreatico 700 ml / giorno                                                       9

Succo Intestinale 3000 ml / giorno                                                       37

___________________________________________________________

TOTALE      8200 ml/giorno                                                               100%

Queste stime mostrano che ogni giorno secerniamo ben oltre la metà del volume (e degli elettroliti) del fiuido extracellulare nel canale alimentare. Per un bambino, la quantità è molto più grande. Ovviamente, un volume così grande di queste secrezioni non è presente nel canale alimentare in ogni momento.Il termine “circolazione interna dei sali” è stato talvolta applicato al ciclo degli elettroliti extracellulari dentro e fuori il tratto gastrointestinale. Qualsiasi interruzione del riassorbimento di questi fluidi digestivi e degli  ioni che li compongono mettono a rischio gli elettroliti extracellulari. Il grafico seguente mostra la composizione dei fluidi gastrointestinale, pancreatico ed extracellulare:

Nel succo gastrico osserviamo che è impossibile la presenza di HCO3- infatti per il
sistema H2CO3/HCO3- con PKa=6,1 si ha 

PH= 6,1 + log [HCO3-]/[H2CO3] 

Se il PH del succo gastrico, per la presenza di HCl è 1,1, e [H2CO3] = 1mM sostituendo questi
valori nell'equazione sopra scritta si ha [HCO3-]= 10-5 mM.
Il succo pancreatico ha invece PH= 7,8  mentre quella del plasma è 7,4 si può  calcolare che il 
valore di [HCO3-] è maggiore nel succo pancreatico.

Il succo gastrico è una miscela delle secrezioni delle cellule mucose, ossintiche e peptiche delle ghiandole gastriche.Le cellule ossintiche, dette anche cellule parietali o cellule oxintiche o delomorfe, sono delle ghiandole localizzate nel corpo e nel fondo gastrico. Sono responsabili della secrezione di HCl e del fattore intrinseco cioè una glicoproteina necessario all’assorbimento della vitamina B12. L’attività neuro ormonale regola questo tipo di cellule ad esempio sono oggetto di attività da parte di acetilcolina,istamina,gastrina che agiscono quali stimolanti delle cellule attraverso legami con recettori M3,H2 e e CCK-B/gastrina ed invece somatostatina,PGE,PGI, EGF (Epidermal Growth Factor) sono fattori inibitori.(Notiamo anche la presenza di una lipasi).

Il succo gastrico è ipotonico rispetto al plasma, varia per composizione in rapporto con l’attività secretiva, risultando acquoso e spiccatamente acido quando questa è intensa, più ricco di mucine ed ad acidità più blanda durante il digiuno e  la produzione giornaliera umana può oscillare da 1,5 a 3 litri

Sostanzialmente ha due componenti chimiche :

  1. Acida,data da acqua+ HCl (cellule ossintiche);
  2. Basica, data dai Pepsinogeni (cellule peptiche), Mucine (cellule mucose) ed elettroliti con composizione simile al L.E.C.
  3. esso agisce come:
  • Batteriostatico sui germi eventualmente introdotti con l’alimento;
  • Impedisce i processi putrefattivi;
  • Denatura le proteine e le rende strutturalmente più idonee all’attacco degli enzimi proteolitici;
  • Attiva i pepsinogeni presenti nel succo gastrico trasformandoli in pepsine;
  • Crea condizioni di pH ottimali per l’azione di questi enzimi.

Succo gastrico: meccanismo di secrezione dell’HCl

NaCl si forma all’interno dei capillari di secrezione.
H2O si trova all’interno della cellula.
La ionizzazione dell’acqua produce H+ e OH-; gli H+ sono pompati contro gradiente e scambiati con Na. Nei capillari di secrezione pertanto residua HCl.
Per ogni H+ estruso dalla cellula, permane un OH-.
Tali OH- vanno neutralizzati; interviene l’anidrasi carbonica che velocizza la reazione di idratazione della CO2 con formazione di H2CO3, secondo la seguente reazione:
H2O + CO2 = H2CO3.
L’H2CO3 si dissocia in
H+ + HCO3-; l’H+ si lega all’OH che derivava dalla dissociazione dell’acqua, con ripristino di una molecola di acqua, l’HCO3- si lega al Na con formazione di NaHCO3.
Nello stomaco si può avere accumulo di CO2 derivante dalla disidratazione dell’H2CO3 ad opera dell’anidrasi carbonica, al fine di neutralizzare quota parte dell’HCl formatosi: riflesso dell’eruttazione.

L’azione dell’enzima anidrasi carbonica è fondamentale. La sua inibizione altera la formazione del succo gastrico.

I fattori principali per la secrezione di HCl sono:

  • ACh: rilasciata dai terminali colinergici vagali. Ha azione su tutti i tipi cellulari (principali, parietali e mucosali);
  • Istamina: proviene dalle cellule della mucosa gastrica (istaminociti); ha effetto sulla secrezione di HCl;
  • Gastrina: proviene dalle cellule G della mucosa dell’antro pilorico. Ha effetto sulla secrezione di HCl.

Pepsine e Pepsinogeni

Proteasi secrete dalle cellule principali come zimogeni inattivi (pepsinogeno); attivati dall’acidità a pepsine.
Sono delle Endopeptidasi che idrolizzano il legame peptidico CO-NH esistente tra aminoacidi Aromatici (fenil-alanina, tirosina) con altri aminoacidi alifatici o ciclici.
Sono un gruppo eterogeneo di proteine enzimatiche separabili elettroforeticamente (otto frazioni proteolitiche di cui sette pepsinogeni e una catepsina).
Le protamine, le mucine, le cheratine non sono degradate dalle pepsine..

Succo gastrico (segue)

Lipasi Gastrica
tributirrasi prodotta dalla mucosa gastrica e dalle ghiandole sierose linguali.
Esercita la sua azione lipolitica solo sui grassi naturalmente emulsionati (latte e uova); inizia l’idrolisi dei Trigliceridi preparando i grassi all’attacco del complesso lipasi-colipasi a livello duodenale.

Mucosostanze
macromolecole costituite da glicoproteine – mucopolissaccaridi – mucoproteine che formano un gel. Hanno la funzione di proteggere la mucosa gastrica dall’azione dell’HCl.

Fattore Intrinseco
mucoproteina prodotta dalle cellule ossintiche che lega la Vit. B 12 (fattore estrinseco) in un complesso non dializzabile e la protegge lungo il transito nel tubo digerente fino all’ileo dove la Vit. B 12 può essere assorbita come tale.

Barriera mucosa gastrica

L’HCl e la pepsina sono potenzialmente capaci di danneggiare la mucosa gastrica.
Il meccanismo di difesa è attuato con la formazione di una barriera composta da due componenti:

  1. Strutturale: le membrane citoplasmatiche delle cellule gastriche risultano serrate tra di loro con giunzioni strette;
  2. Funzionale: dovuta alla secrezione di mucine e di HCO3-.

CONTROLLO NERVOSO DELLA SECREZIONE GASTRICA

Innesco Secrezione Gastrica = risposta alla introduzione dell’alimento nel cavo orale; varia di intensità e durata in funzione della natura degli alimenti ingeriti e a seconda della specie animale.

Secrezione Cefalica = stimolazione dei recettori della cavità buccale e della faringe che richiamano in attività il centro bulbare gastro-secretorio che con fibre del nervo vago (X) induce in via riflessa la secrezione delle ghiandole gastriche;

Secrezione Psichica = la vista, l’odorato o il solo pensiero del cibo possono indurre l’attivazione dei centri bulbari;

Fase Gastrica = inizia con l’arrivo dell’alimento nello stomaco ed è caratterizzata da una copiosa secrezione determinata sia da riflessi nervosi (stimolazioni delle regioni del fondo e dell’antro pilorico) sia da riflessi umorali (immissione in circolo di gastrina prodotta dalle cellule G della mucosa della regione pilorica).
N.B.: La gastrina stimola la secrezione di un succo gastrico ad elevato contenuto di HCl ma povero di enzimi.

Fase intestinale = L’attività secretoria dello stomaco viene influenzata anche da stimoli che insorgono dalla porzione iniziale dell’intestino tenue al sopraggiungere del chimo acido.

Controllo nervoso: meccanismo della secrezione gastrica

Inibizione Centrale:
la stimolazione del sistema neurovegetativo (simpatico) inibisce l’attività sia secretoria che motoria dello stomaco in condizioni di paura, dolore, etc.;

  • stimolazione del centro della sazietà (nucleo ventro-mediale dell’ipotalamo);
  • percezione di odori non appetibili (inibizione cefalica-psichica);

Inibizione Antrale:
Insorge quando in prossimità del piloro arriva del chimo molto acido; il fattore umorale responsabile è la Somatostatina che inibisce la secrezione di HCl e di gastrina e lo svuotamento gastrico.

Inibizione Intestinale:
Insorge quando un chimo fortemente acido, ipertonico o ricco di lipidi perviene in sede duodenale; il fattore umorale responsabile è l’Enterogastrone (serie di fattori intestinali quali: l’enteroglucagone, la secretina, il GIP (gastric inhibitory polypeptide), il VIP (vaso active intestinal polypeptide) e la pancreozimina).

LA BILE

La bile è una soluzione isosmotica con il plasma e consiste principalmente in acqua e in elettroliti, ma anche in composti organici: sali biliari, fosfolipidi (principalmente lecitina), colesterolo, bilirubina e altre sostanze prodotte per via endogena o ingerite, come le proteine che regolano le funzioni gastrointestinali, i farmaci o i loro metaboliti. LA BILIRUBINA è il prodotto di degradazione del gruppo eme dell’emoglobina dei logori GR ed è il pigmento che dà alla bile il suo caratteristico colore verde-giallo.

I sali biliari (acidi biliari) sono la principale componente organica nella bile. Il fegato utilizza il trasporto attivo per secernere i sali biliari nei canalicoli, la fessura tra epatociti adiacenti. La secrezione degli acidi biliari nel canalicolo è la fase che limita la velocità di formazione della bile. Una volta secreti, i sali biliari attirano gli altri componenti biliari (in particolare Na+ e acqua) nel canalicolo per osmosi. I sali biliari sono anche detergenti biologici che permettono al corpo di espellere il colesterolo e composti potenzialmente tossici (p. es., bilirubina, metaboliti dei farmaci). La funzione dei sali biliari nel duodeno è di solubilizzare i grassi ingeriti e le vitamine liposolubili, facilitandone la digestione e l’assorbimento. Nel fegato la bile defluisce dal sistema collettore intraepatico nei dotti epatici destro e sinistro, che si uniscono nel dotto epatico comune.

A digiuno, circa il 75% della bile prodotta passa dal dotto epatico comune nella colecisti attraverso il dotto cistico. Il resto scorre direttamente nella via biliare principale (o coledoco), formato dalla giunzione del dotto epatico comune e il dotto cistico e da qui nel duodeno. Sempre a digiuno, la colecisti assorbe fino al 90% dell’acqua biliare, concentrando e immagazzinando la bile.

I sali biliari sono scarsamente assorbiti per diffusione passiva, nell'intestino tenue prossimale; la 
maggior parte dei sali biliari intestinali raggiunge l'ileo terminale, che ne assorbe in modo attivo il 
90% immettendolo nella circolazione venosa portale. Ritornati al fegato, i sali biliari sono efficien-
temente estratti, prontamente metabolizzati (p. es., coniugati se arrivano nella forma libera) e nuo-
vamente secreti nella bile. I sali biliari passano attraverso questa via denominata circolo entero-
epatico da 10 a 12 volte al giorno
.

LA SALIVA

La saliva è in realtà una secrezione ipotonica (cioè contiene una concentrazione inferiore di soluti, 
principalmente elettroliti, rispetto al plasma). 

La saliva umana è un fluido composto da:

  • H2O (98%);
  • ELETTROLITI di cui:
    • 2-21 mmol/L  Na+
    • 10-36 mmol/L
    • 1,2-2,8 mmol/L Ca+2
    • 0,08-0,5 mmol/L Mg+2
    • 5-40 mmol/L Cl-
    • 25 mmol/L HCO3-
    • 1,4-39 mmol/L PO4-3
  • Muco composto da glicosamminoglicani e glicoproteine;
  • Composti antibatterici come l’enzima perossidasi e immunoglobuline di tipo A (IgA);
  • Enzimi. I principali sono:
    • alfaamilasi conosciuta come ptialina
    • lisozima , con funzione antibatterica.
    • Lipasi .
    • Altri enzimi tra cui: fosfatasi acida; lattoperossidasi , superossidodismutasi, aldeide deidrogenasi.
 
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